ATTIVITA’ OSDIFE – Conferenza “Terrorismo ed Incidenti Nucleari, Scenari, Conseguenze e Contromisure”

EVENI OSDIFE

Il nuovo appuntamento costituito dalla Conferenza “Terrorismo ed Incidenti Nucleari, Scenari, Conseguenze e Contromisure”, frutto della consueta collaborazione tra Osdife, DIE- Dipartimento di Ingegneria Elettronica dell’Università di Roma “Tor Vergata” e CUFS –  Centro Universitario di Formazione per la Sicurezza dell’Università della Repubblica di San Marino e che ha visto l’Ing. Giuseppe Sedda, Capo Ufficio Controlli Protezione Fisica presso ISPRA – Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale quale Keynote Speaker, ha riscontrato un grande successo di pubblico ed attenzione del network collegato all’Osservatorio.

I lavori hanno visto l’Ing. Sedda, componente del Comitato Scientifico Osdife, illustrare il delicato tema del Rischio Radiologico/Nucleare sia dal punto di vista tecnico-scientifico, sia dal punto di vista normativo, che dal punto di vista qualitativo e quantitativo degli effetti che potrebbe provocare un siffatto tipo di evento.

Alla numerosa platea intervenuta, formata da esponenti delle Forze Armate, Forze di Polizia, Procure della Repubblica, Dipartimento della Protezione Civile, Vigili del Fuoco, ENEA, Centri di Ricerca ed Università pubbliche e private oltre che analisti, studiosi, ricercatori e specialisti del settore, il Relatore ha dapprima illustrato il tema degli effetti di un’esplosione nucleare, dal punto di vista prettamente scientifico e ingegneristico, analizzando le conseguenze dirette e secondarie che possono verificarsi.

Di seguito, dopo aver analizzato brevemente, ma in modo esaustivo, tutte le tipologie di esplosione R/N con i conseguenti effetti strutturali e territoriali, l’Ingegner Sedda è passato all’analisi di due ipotetici scenari di evento non convenzionale Radiologico/Nucleare in una grande città ed in una infrastruttura di trasposto merci e passeggeri.

Nel primo scenario, nel quale è stato ipotizzato l’uso di un ordigno N, è stato analizzato l’evento e le sue conseguenze a partire dal tempo zero dell’esplosione, al fall-out dopo un’ora, sedici e ventiquattro ore stimando non solo i danni e le vittime ma anche l’estensione del territorio potenzialmente interessato dalle radiazioni.

Il secondo scenario ha previsto invece una collisione tra un trasporto con armamento nucleare e un’unità di supporto, durante un’operazione notturna di manutenzione, con esplosione e successivo effetto domino.

Anche in questo secondo evento la situazione è stata analizzata dal tempo zero fino alle ventiquattro ore successive ponendo l’attenzione su come, gli effetti al contorno dello scenario possano, influire notevolmente sull’estensione della zona interessata dal fall-out radioattivo.

A conclusione della brillante esposizione dell’Ingegner Sedda, cui l’Osservatorio rivolge un caloroso ringraziamento per il supporto che da sempre assicura alle attività dell’Istituto, vi è stato un interessante momento di scambio e condivisione tra la platea e lo speaker nell’ambito del quale si è aperto il dibattito sui migliori strumenti e strategie per fronteggiare uno scenario non convenzionale R/N.

A tale proposito la discussione si è incentrata su quanto, nonostante tale tipo di eventi abbiano una bassa probabilità di accadimento, essi siano comunque possibili con devastanti effetti a breve, medio e lungo termine ponendo quindi la necessità di una robusta e solida attività di previsione, prevenzione, mitigazione e contrasto di effetti e conseguenze connessi a contesti di tale genere.

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